Airport Security: come un programma trash può scatenare l’ansia pre-partenza

Airport Security

Avete mai visto il programma TV Airport Security in onda su D-MAX , canale 52 del digitale terrestre? Ecco, se andate in Australia non fatelo. Ho sempre pensato che all’ignoranza è preferibile la sofferenza, “è sempre meglio sempre sapere quello che ci aspetta” credevo. Forse in alcun casi no. Nel senso, quando le cose non si possono evitare, e in questo caso parlo del mio bel viaggio in Australia, va bene documentarsi e prepararsi ma poi bisogna dire basta. E il “basta” sarebbe dovuto arrivare prima di Airport Security. Mi ero già documentata sulla dogana australiana, su quello che era consentito o no portare, (più info qui e qui), avevo letto i forum e, lo ammetto, anche qualche pagina inerente all’argomento su Yahoo Answers ricevendo in cambio commenti confortanti:

risposta Yahoo answers

Quindi i farmaci di emergenza che porto sempre in valigia non sarebbero stati un problema, e neanche quella bottiglia di vino e quei dolci che avrei voluto portare come pensierino per la ragazza che ci farà da guida a Sydney… Poi è arrivato Airport Security. O meglio, sono arrivati coloro che me ne hanno parlato, prima uno, poi 2, poi 3, che mi hanno messo la cosiddetta pulce nell’orecchio. Tutti maschi ovviamente. Perché D-Max per gli uomini è quello che Real Time è per le donne. Con la differenza che se per farmi venire la pelle d’oca ad agosto a me basta guardare una puntata di “Quattro Matrimoni”, “Matrimonio Gipsy” o “Ma come ti vesti?” gli equivalenti maschili sono gioiellini come “Unti e bisunti”, “1000 modi per morire” e “Dual Survival”, aka come ti creo un sacco a pelo con la carcassa di una gazzella in 10 minuti, o come ti preparo un lauto pasto a base di vermi e insetti locali.

E poi c’è Airport Security. Dove un pomodoro è considerato il nemico numero uno, la perquisizione un divertissemant e l’interrogatorio di mille mila ore un must: se hai troppi soldi, pochi soldi, sembri troppo nervoso, troppo tranquillo, se hai una delle due scarpe slacciate (giuro che non me lo sono inventato).

Ho visto un paio di puntate ed ecco il risultato: l’ipotetica bottiglia di vino e i dolci rimarranno a casa, le medicine sono state ridotte al minimo indispensabile e accompagnate da un documento firmato dal mio medico. Spero, una volta arrivata alla temibile dogana, di non sembrare nell’ordine: troppo nervosa/tranquilla/ ben-mal vestita e di passare incolume.

Qui sotto il promo del programma, per chi volesse alternativamente: farsi del male se deve andare in Australia/ridere alle spalle di chi ci andrà.


Alexis Paparo

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