Il Billabong Sanctuary di Townsville su Viaggi Low Cost

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Del Billabong Sanctuary avevo già parlato in questo post. Se volete saperne di più date un’occhata al mio articolo su Viaggi Low Cost

http://www.viaggi-lowcost.info/cosa-fare/billabong-sanctuary-bioparco-townsville/

Alexis Paparo

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Capitolo sistemazione: essere salvata dall’uomo Trivago

L'uomo Trivago, a.k.a Christian Goran

L’uomo Trivago, a.k.a Christian Goran

Il titolo del post è azzeccatissimo, tra poco capirete perché.

L’Australia è cara, mi dicevano. “Si vabbè, vivo a Milano”, rispondevo. “Più cara di Milano”, “Sarà più o meno come l’America: sono stata a New York e San Francisco e alla fine sono sempre stata nel budget, lì la moneta è anche favorevole per noi italiani”. “Più cara anche di New York”. “Sì, vabbè”.

Era vero. Il capitolo sistemazioni è stato abbastanza penoso, tanto che non mi sono ancora decisa a prenotare l’ultima.

Un ostello australiano costa quasi quanto una doppia vista mare alle Cinque Terre, quelli che hanno un prezzo umano promettono di farti vedere e vivere  esperienze della serie “cose che voi umani non potete neanche immaginare” (la parola “bed bugs” era la più gettonata nei commenti degli utenti), osservando le pagine degli hotel/motel/ostelli/pensioni con buone recensioni più di una volta mi sono scoperta a pensare a come potesse essere comodo dormire nella nostra bellissima macchina a noleggio (ne parlerò più avanti).

Del resto, non è che avessi grandi pretese: una camera doppia, con o senza bagno in camera, pulita e abbastanza in centro. Era chiedere troppo?

Così è partita la sfida:  ho stabilito il budget, in un modo o nell’altro non avrei voluto spendere più di 700 euro per la sistemazione notturna, e ho iniziato a fare ricerche mirate, incrociando i commenti di Tripadvisor con siti di hotel australiani e internazionali come i soliti Booking.com, HostelBookers, Vipbackpackers, Hostelz, e alcuni appena scoperti come Agoda e Airbnb (ottimo sito di affitto da privati, che consiglio per vacanze stanziali, ma che per una “on the road” come la mia non era il massimo).

Poi  dai meandri della memoria è riemerso lui, l’uomo Trivago. (Per chi volesse una rinfrescatina ecco di chi parlo:

L’uomo Trivago mi ha fatto ricordare del sito omonimo (sarebbe il contrario a dire il vero) che confronta i prezzi di 199 siti web. E il budget si è salvato. Mi manca ancora una sistemazione da prenotare ma sono ampiamente sotto i 700 euro. E l’ultima notte a Sydney la passerò in un quattro stelle affacciato sul porto che senza Trivago mi sarebbe costato più del doppio.

Alexis Paparo