Le mie Whitsundays Islands ( un pensiero per tirarci sù dal perfido giovedì mattina)

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Lo so, Lo so, siamo tutti tornati a lavoro, studio, stage, collaborazione non pagata, co.co. pro ecc. Però due minuti da dedicare alle vacanze appena trascorse si posso trovare,  soprattutto nel giorno della settimana che non sa di nulla: non è quasi weekend, non è appena lavoro, è in mezzo alla settimana. E basta.

Se avete tempo passate un attimo a leggere anche delle mie vacanze, vi assicuro che ne vale la pena.

Tre giorni ad Airlie Beach : un paradiso inaspettato pubblicato oggi su Blog di viaggi

 

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Airlie Beach con un occhio al prezzo e uno allo stile

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Ecco il mio quarto post per Viaggi Low Cost sul Backpakers by the Bay di Airlie Beach, un ostello della serie “ce ne fossero” e una novità: sono diventata uno degli autori del sito! D’ora in poi, se vorrete, vi ammorberò anche da lì:P

Alexis Paparo

Questa Australia che sa molto di America e anche un pò d’Africa

16/18 agosto

Questi tre giorni di viaggio nell’Outback australiano che ci hanno separato da Townsville e dalla costa nord sono sembrati almeno il triplo. Sia perché abbiamo percorso circa 1800 km, sia perché ci saremmo fermati, tra cibo e pernottamento, in una decina di (il termine è assolutamente sprecato) cittadine fatte di villette prefabbricate con giardino, pompe di benzina, chiese, motel, qualche negozio e spesso uno/due pub che la sera accolgono più o meno tutta la popolazione al di sopra dei 18 anni. Ci si trova anche un supermercato, per nostra sfortuna quasi sempre chiuso. (l’orario standard di chiusura è alle 6 p.m., in alcuni casi alle 4 e mai siamo arrivati nelle nostre destinazioni per la notte prima di quell’ora). Stanze di motel con i muri di compensato, il latte in frigo, il posteggio auto appena fuori dalla porta e l’insegna di neon colorato. Cucine di pub e ristoranti chiuse dopo le 9, quindi una sera la cena è stata una disgustosa pizza ananas e prosciutto e qualche rimanenza della spesa provvidenziale fatta a Sydney, che ci ha risolto più di qualche problema. E il cibo… Dico solo che tutte le volte che abbiamo mangiato bene a Sydney e nelle Blue Mountains le abbiamo scontate in questi giorni. Patate e carne, carne di tutti i tipi e patate in tutti i modi, pesce solo fritto e verdure annegate nella besciamella. Il mio stomaco è un po’ provato. È stato facilissimo pensare di essere in America invece che in Australia. Anche per i paesaggi: pascoli e campi a perdita d’occhio, qualche fattoria con le staccionate bianche. E poi strada, strada, strada. Più che altro era l’ecatombe di canguri che avevano fallito l’attraversamento e giacevano al ciglio della strada a ricordarmi dov’ero. Poveri animaletti. Tutta esperienza: ora so a che ora è meglio viaggiare per evitare di uccidere i canguri, che il pesce si può friggere in 5 modi diversi, che bisogna sempre portarsi dietro una scorta d’acqua, meglio se un bidoncino, che le uniche compagnie telefoniche che funzionano qui sono Telestra e Optus, che i guidatori di road train, a dispetto del mostro che guidano, sono gentilissimi, controllano la strada per te, rallentano e ti fanno segno con la freccia destra quando la via è libera e puoi passare. Ma la sera è meglio averli davanti perché i loro fari illuminano la strada più di 10 pali della luce.

America quindi.

Ma perché anche un pò Africa? I paesaggi brulli che sembravano savana mi hanno fatto venire in mente l’Africa anche se non sono mai stata. E poi a cavallo del Queensland ho visto parecchi dromedari, se non ci credete ho anche le foto. E questo conta qualcosa no?

Alexis Paparo

Airport Security: come un programma trash può scatenare l’ansia pre-partenza

Airport Security

Avete mai visto il programma TV Airport Security in onda su D-MAX , canale 52 del digitale terrestre? Ecco, se andate in Australia non fatelo. Ho sempre pensato che all’ignoranza è preferibile la sofferenza, “è sempre meglio sempre sapere quello che ci aspetta” credevo. Forse in alcun casi no. Nel senso, quando le cose non si possono evitare, e in questo caso parlo del mio bel viaggio in Australia, va bene documentarsi e prepararsi ma poi bisogna dire basta. E il “basta” sarebbe dovuto arrivare prima di Airport Security. Mi ero già documentata sulla dogana australiana, su quello che era consentito o no portare, (più info qui e qui), avevo letto i forum e, lo ammetto, anche qualche pagina inerente all’argomento su Yahoo Answers ricevendo in cambio commenti confortanti:

risposta Yahoo answers

Quindi i farmaci di emergenza che porto sempre in valigia non sarebbero stati un problema, e neanche quella bottiglia di vino e quei dolci che avrei voluto portare come pensierino per la ragazza che ci farà da guida a Sydney… Poi è arrivato Airport Security. O meglio, sono arrivati coloro che me ne hanno parlato, prima uno, poi 2, poi 3, che mi hanno messo la cosiddetta pulce nell’orecchio. Tutti maschi ovviamente. Perché D-Max per gli uomini è quello che Real Time è per le donne. Con la differenza che se per farmi venire la pelle d’oca ad agosto a me basta guardare una puntata di “Quattro Matrimoni”, “Matrimonio Gipsy” o “Ma come ti vesti?” gli equivalenti maschili sono gioiellini come “Unti e bisunti”, “1000 modi per morire” e “Dual Survival”, aka come ti creo un sacco a pelo con la carcassa di una gazzella in 10 minuti, o come ti preparo un lauto pasto a base di vermi e insetti locali.

E poi c’è Airport Security. Dove un pomodoro è considerato il nemico numero uno, la perquisizione un divertissemant e l’interrogatorio di mille mila ore un must: se hai troppi soldi, pochi soldi, sembri troppo nervoso, troppo tranquillo, se hai una delle due scarpe slacciate (giuro che non me lo sono inventato).

Ho visto un paio di puntate ed ecco il risultato: l’ipotetica bottiglia di vino e i dolci rimarranno a casa, le medicine sono state ridotte al minimo indispensabile e accompagnate da un documento firmato dal mio medico. Spero, una volta arrivata alla temibile dogana, di non sembrare nell’ordine: troppo nervosa/tranquilla/ ben-mal vestita e di passare incolume.

Qui sotto il promo del programma, per chi volesse alternativamente: farsi del male se deve andare in Australia/ridere alle spalle di chi ci andrà.


Alexis Paparo