Tre giorni alla scoperta delle Blue Mountains meno turistiche

IMAG0736  IMAG0565 f

Per chi se lo fosse perso, ecco il post sui miei tre giorni nelle Blue Mountains pubblicato su Blog di Viaggi: http://blogdiviaggi.com/blog/2013/08/30/visitare-sydney-e-le-blue-mountains-itinerari/

Enjoy!

Alexis Paparo

Advertisements

Blue Mountains parte 2:Mount Victoria, Hartley e Glen Davis

Dopo una notte e mezza giornata passata a Yerranderie, Mount Victoria ci è sembrato un paradiso: case abitate, persone, negozi. Ma riflettendoci un pò, era davvero un posto da cartolina, da film o meglio telefilm, anzi un telefilm in particolare, Twin Picks. Ecco, gli edifici, l’abbigliamento delle persone, i diners ai lati della strada con le insegne luminose “open” fissate alle finestre, i boschi tutt’intorno. E la nostra bellissima guesthouse, la Victoria & Albert, gestita da questa famiglia meravigliosa che a quella della Mulino Bianco gli fa un baffo. Anche qui upgrade gratuito: stanza con bagno e camino al prezzo di quella senza, e l’hotel tutto per noi. E che hotel: un edificio del 1909 perfettamente conservato, con grandi sale da pranzo, da colazione e relax con camino, pianoforte e una decina di chitarre al piano terra, e le camere tutte con soffitti alti e camino al primo piano.

Devo ammettere che intorno all’ora di cena anche l’atmosfera fuori dalla nostra finestra era un pò creepy stile Twin Picks, le fronde degli alberi che si frustavano a vicenda per il forte vento, un sibilo continuo, simile a un fischio che si poteva avvertire anche solo avvicinandosi alla finestra, qualche luce in lontananza. Ma il lieve timore scompare quando apprendo da un ragazzo uguale al proprietario, solo più giovane, che non c’è bisogno di uscire per cena, e che la bellissima sala con il camino sarà tutta per noi. Sarà lui a cucinare, davvero bene, per noi: due zuppe di spinaci e patate con crostini alle erbe, due piatti composti da rotolini di salmone affumicato e formaggio alle erbe, con asparagi su letto di frittatina di cipolla croccante. Niente male davvero. Come del resto la colazione prima di andare via. Ed ecco la foto di noi tre dopo la cena e una lunga chiacchierata.
.IMG_20130814_205240

Il ventaccio della sera prima aveva, se non altro, sortito l’effetto di lasciarci un cielo incredibilmente terso e azzurro. Un cielo perfetto per fare da contrasto ai colori del Canyon vicino a Glen Davis, dove ci stavamo dirigendo. Non prima di esserci fermati qualche minuto a Hartley, altra piccolissima cittadina della zona, tutta costruita in arenaria, abbandonata non appena fu tagliata fuori dal percorso della linea ferroviaria costruita nel 1887.

Ma la nostra destinazione primaria è Glen Davis, per il suo bellissimo canyon terra bruciata e arancio, colori resi ancor più evidenti dal verde della vegetazione che ne copre tutta la metà inferiore, per i campi pieni di mucche brune e i boschi di canguri, e per le meravigliose rovine industriali della sua fabbrica di carbone, preannunciati da una collinetta di terra nera da scalare. Dopo circa 300 metri in salita si arriva al sito. Ero felice come si è felici a 7 anni il giorno di Natale.
IMAG0710 IMAG0711 IMAG0736 IMAG0816 IMAG0734 IMAG0751 IMAG0755

Dopo una visita che non volevo terminare mai ci dirigiamo verso il centro della regione del NSW, a Mudgee, dove passeremo la notte. E qui avrà inizio il nostro viaggio in questo Outback australiano che sa tanto di America e anche un pò d’Africa.

Alexis Paparo