Airlie Beach: tu chiamale, se vuoi, emozioni

22/24 agosto

Potrei postare solo le foto e questo sarebbe comunque uno dei post più belli di Australia:il viaggio. Però anche le emozioni che ho provato in questi tre giorni qui forse meritano di essere raccontate.

La gioia nel vedere in lontananza dalla macchina la baia e Airlie Beach nascoste nel verde, e poi sempre più vicine. Arrivare sul lungomare, lasciare l’auto nel primo parcheggio disponibile e fiondarci a pranzare in spiaggia, sotto le palme. Senza parlare.

Lo stupore nel capire che i minuscoli ciottoli bianchi in riva all’oceano sono in realtà miliardi di conchiglie, la gara a chi raccoglie le più belle, per poi buttarle in mare, accompagnata dai goffi tentativi di non romperne nessuna nel processo.

La soddisfazione nel vedersi assegnata una delle due uniche camere con vista sulla baia e accesso al giardino di tutto l’ostello, il Backpackers by the bay: pulito, accogliente, personale gentilissimo. Lo consiglio.

La leggera ma piacevole agitazione per la gita del giorno dopo alle Whitsundays Islands. Sentire l’aspettativa che cresce.

Il buonumore che mettono il caffè gratis, le chiacchiere con sconosciuti che a fine giornata diventeranno amici, il luccichio del sole mattutino sul mare e l’allegria del team di Ocean Rafting, l’operatore che abbiamo scelto per la nostra gita di un giorno.

La sensazione di libertà estrema che provi con il vento, il sole e gli spruzzi delle onde sul viso. Il battito che accelera quando avvistiamo da lontano due balene, dico BALENE. E che aumenta quando ci avvicinavamo e sono ancora lì.

Lo stupore continuo davanti alla spiaggia più bianca che io abbia mai visto, all’acqua più trasparente che io abbia mai visto, ai pesci più grandi e colorati che io abbia mai visto, alla barriera corallina più grande del mondo.

La malinconia che ti prende quando realizzi che hai vissuto un’esperienza fantastica, e che sta per finire.

L’allegria, e la pazzia, di una serata passata con gli sconosciuti della mattina diventati amici. La meraviglia semplice di quattro birre sulla spiaggia sotto la luna al contrario. La sensazione di essere tornata, per una sera, 10 anni indietro. E di stare bene lì.

Sentimentalismi. Forse troppi. Ma è la mia ultima sera a Sydney e in Australia. E non voglio tornare.

Alexis Paparo

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