Questa Australia che sa molto di America e anche un pò d’Africa

16/18 agosto

Questi tre giorni di viaggio nell’Outback australiano che ci hanno separato da Townsville e dalla costa nord sono sembrati almeno il triplo. Sia perché abbiamo percorso circa 1800 km, sia perché ci saremmo fermati, tra cibo e pernottamento, in una decina di (il termine è assolutamente sprecato) cittadine fatte di villette prefabbricate con giardino, pompe di benzina, chiese, motel, qualche negozio e spesso uno/due pub che la sera accolgono più o meno tutta la popolazione al di sopra dei 18 anni. Ci si trova anche un supermercato, per nostra sfortuna quasi sempre chiuso. (l’orario standard di chiusura è alle 6 p.m., in alcuni casi alle 4 e mai siamo arrivati nelle nostre destinazioni per la notte prima di quell’ora). Stanze di motel con i muri di compensato, il latte in frigo, il posteggio auto appena fuori dalla porta e l’insegna di neon colorato. Cucine di pub e ristoranti chiuse dopo le 9, quindi una sera la cena è stata una disgustosa pizza ananas e prosciutto e qualche rimanenza della spesa provvidenziale fatta a Sydney, che ci ha risolto più di qualche problema. E il cibo… Dico solo che tutte le volte che abbiamo mangiato bene a Sydney e nelle Blue Mountains le abbiamo scontate in questi giorni. Patate e carne, carne di tutti i tipi e patate in tutti i modi, pesce solo fritto e verdure annegate nella besciamella. Il mio stomaco è un po’ provato. È stato facilissimo pensare di essere in America invece che in Australia. Anche per i paesaggi: pascoli e campi a perdita d’occhio, qualche fattoria con le staccionate bianche. E poi strada, strada, strada. Più che altro era l’ecatombe di canguri che avevano fallito l’attraversamento e giacevano al ciglio della strada a ricordarmi dov’ero. Poveri animaletti. Tutta esperienza: ora so a che ora è meglio viaggiare per evitare di uccidere i canguri, che il pesce si può friggere in 5 modi diversi, che bisogna sempre portarsi dietro una scorta d’acqua, meglio se un bidoncino, che le uniche compagnie telefoniche che funzionano qui sono Telestra e Optus, che i guidatori di road train, a dispetto del mostro che guidano, sono gentilissimi, controllano la strada per te, rallentano e ti fanno segno con la freccia destra quando la via è libera e puoi passare. Ma la sera è meglio averli davanti perché i loro fari illuminano la strada più di 10 pali della luce.

America quindi.

Ma perché anche un pò Africa? I paesaggi brulli che sembravano savana mi hanno fatto venire in mente l’Africa anche se non sono mai stata. E poi a cavallo del Queensland ho visto parecchi dromedari, se non ci credete ho anche le foto. E questo conta qualcosa no?

Alexis Paparo

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