Finalmente Sydney: primo, secondo e terzo mito da sfatare

11 agosto

Sydney dall'alto

Sydney mi è arrivata dorata dall’alba più totalizzante che abbia mai visto. Il sole era muso a muso con il nostro aereo ora che scendevamo verso la città, le spiagge, l’oceano calmo e brillante delle prime luci del mattino. L’emozione c’è stata: tredici ore di viaggio sorvolando l’Oceano Indiano e il centro del continente australiano nella notte più nera e un’aspettativa sempre crescente da due mesi a questa parte. L’avventura iniziava, finalmente.

Primo mito da sfatare : non so su cosa si basi Airport Security, ma la dogana australiana non è affatto così. Nessuno ha frugato nella mia valigia o peggio, nessuno mi ha intimidito, erano tutti grandi sorrisi e mi hanno rivolto un’unica domanda :”Signorina ho visto che ha segnalato sulla scheda che ha con sé delle medicine, sono per lei? “. E io, che già mi prefiguravo chiusa in una stanza da interrogatorio ho risposto :” Sì, vuole vederle? “. Lui mi ha sorriso dicendomi:” Ma no, vada pure”. Forse sono consci del terrore che instillano nelle persone attraverso il maledetto Airport Security e un po’ si divertono.

Secondo mito da sfatare : non fatevi ingannare dalla facilità e dal costo, relativamente basso (qui circa 15 dollari), con cui il treno collegato con il terminal vi porterà dall’aeroporto in centro città, circa mezz’ora di viaggio. Non fatelo perché questo sarà il viaggio più semplice e più economico:Sydney infatti non ha una metropolitana ma un’infinità di stazioni ferroviarie sotterranee e non, e parecchi autobus che non collegano il centro bene quanto dovrebbero, o frequentemente quanto dovrebbero (ho aspettato spesso più di 10/15 minuti). Il prezzo è diciamo così, diversamente economico: 3,60 AUD a biglietto, 22 AUD per un giornaliero. Un po’ di aiuto lo abbiamo trovato nell’app Tripview lite, scaricabile gratis su Apple Store e Play Store. Grazie a quest’ app infatti si possono monitorare tutte le stazioni di treni autobus e traghetti di Sydney e sapere quanti minuti mancano all’arrivo del mezzo che ci interessa. Inutile dire che ci siamo mossi molto a piedi.

Terzo mito da sfatare : il caffè buono non si beve solo in Italia. Prima di inveirmi contro considerate che: sono stata 2 volte in America, in quasi tutte le capitali europee, in Russia ed in gran parte di Spagna, Portogallo e Isole Greche. E, Italia a parte, non ho mai bevuto un cappuccino o “latte” come lo chiamano qui, così buono. Uno dei migliori di Sydney si beve da Campos (http://www.camposcoffee.com) , che ha vari punti vendita nella città. L’avevo immaginato vedendo spesso la gente con il riconoscibile bicchiere take away verde con il logo in mano e me l’ha confermato una ragazza di Sydney con la quale ho passato una bellissima, pazza serata che poi racconterò. “If you want a good coffee, Campos is the place to be”, mi ha detto. Ed è proprio vero.

Alexis Paparo.

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